giovedì 12 gennaio 2017

Uno dei miei livres de chevet è “Iscrizioni funerarie sortilegi e pronostici di Roma antica”.
Prima – sfogliandolo dopo la consueta vittoria allo Stadium della Bella Signora – ho riletto la (per me) mitica iscrizione di “Amabile gladiatore, nato in Dacia. Si batté in tredici incontri. Giocato dal fato, non dall'avversario.”
“Fato deceptus non ab homine” Che bello, eh. E ho pensato (aiutato da un bicchierino di Calvados Chateau du Breil 1998, gentilmente regalatomi) che mi piacerebbe avere un epitaffio del genere sulla mia tomba. Poi, nonostante il bicchierino, ho consapevolmente accettato il fatto che non faccio più in tempo a fare il gladiatore (lavoro desueto, comunque), che lavoro in banca e che probabilmente non il fato, ma un infermiere della casa di riposo mi ammazzerà a schiaffoni per aver pisciato troppe volte il letto.
Vabbè, dai, un altro bicchierino di Calvados.

martedì 10 gennaio 2017

Tutto polveroso e sporco. Post isterici e squallidini. Un tempo qui ci si divertiva eh. Comunque mi sembra bello riscrivere qualcosa qui. E che scrivo? Del lavoro, che su facebook non si può. Senti, riproviamo. Chissà.

martedì 6 ottobre 2015

sono stanco e triste. pensavo che l'ultimo anno davvero felice è stato il 2012. poi basta.

martedì 15 settembre 2015

Sono triste. Ho riletto vecchie mail e mi sono accorto di come spessissimo ci facciamo prendere in giro da persone più toste di noi.

giovedì 9 ottobre 2014

Sono stato a Milano per due giorni. In centro, proprio dove abitavo e dove lavoravo. E ho ripensato (un po' troppo) al me stesso di undici anni fa, a come la decisione di cambiare lavoro e di trasferirmi abbia cambiato tante cose nella mia vita.  A come abbia imparato molto sul lavoro,  a come sia entrato  nel mondo virtuale, ad aprire un blog che per molti anni mi ha assorbito, a quante persone ho conosciuto, a quante cose ho imparato, a quante belle cose e brutte cose sono successe. Ero ingrassato un sacco e mangiavo sempre benissimo e ho abitato due case bellissime e mille e mille camere di albergo lussuosissime e leggevo moltissimo e poi sono stato nel residence dove ho bei ricordi e insomma sembravo proprio un adulto vero con un lavoro importante.
Ci penso adesso, continuamente, perché,  in un certo senso, per diversi motivi, soltanto in questi ultimi mesi sono veramente “ritornato” a Torino, alla vita di un tempo. E sono più magro, più in forma, più vecchio, più deluso, più calmo, più triste, più sereno.
Soprattutto, mi fido di meno di parole altrui, scritte o dette.Mi fido meno delle persone, delle cose che sembrano belle. Un po' vecchietto per imparare la lezione, eh?



lunedì 15 settembre 2014

i suicidi sono omicidi timidi.
cesare pavese

martedì 26 agosto 2014

sono molto triste. non sempre, ma tendo ad essere triste. ecco. che brutta cosa.